Social Network: FOMO e JOMO

Articolo di Stefania Brucini, Productivity Coach e Founder di Simple Tiny Shifts ®, il metodo dei piccoli e semplici cambiamenti per smettere di procrastinare.

C’è chi li detesta e c’è chi li ama. I social network fanno parte della nostra vita, che lo si scelga o meno. Sono “la rete sociale” online: questo significa che, a differenza dell’offline, possiamo potenzialmente raggiungere chiunque e includere nella nostra cerchia persone che non conosciamo personalmente.

Qualche tempo fa ho fatto un piccolo sondaggio chiedendo a chi mi legge come reagirebbe se un giorno i social chiudessero.

Una persona ha detto “mi mancherebbe la finestra sul mondo”.

Mi ha colpito molto questa definizione ed in fondo, i social sono proprio questo, “una finestra sul mondo”.

I social network sono uno strumento molto potente per comunicare, ma devono essere usati con cautela e buon senso. Sono entrati nella nostra vita di tutti i giorni, hanno modificato le nostre abitudini e anche il nostro modo di relazionarci con gli altri.

Se da un lato ci ha reso più vicini, da un altro ci ha allontanato un po’.

I social sono un amplificatore di ciò che esiste già: un canale di diffusione incredibile per gentilezza e compassione, quanto di totale mancanza di empatia e arroganza.

Difficile dire che ne siamo immuni perché indipendentemente dal nostro modo di utilizzare questo strumento, ha influenzato e sta influenzando la nostra vita. Vediamo insieme in quale modo, spesso, ci condiziona:

Il blocco del paragone

I social network ci portano inevitabilmente ad un confronto con gli altri.

Confrontarci con gli altri è un comportamento naturale: è il nostro modo di “misurarci”. Il problema nasce quando ci confrontiamo in modo distruttivo.

Talvolta da questo confronto ne usciamo infelici, così tanto da diventare motivo di procrastinazione, a causa di un dialogo interno nocivo come “non sono abbastanza bravo/a”, “gli altri sono sempre più bravi di me”, “chi sono io per farlo”, “non ho più l’età per…” e via dicendo. In questo caso “l’erba del vicino è sempre più verde”, ma invece di stimolarci a un miglioramento ci fa chiudere in noi stessi così tanto da immobilizzarci in quello che chiamo “il blocco del paragone”.

Ciò che dobbiamo sempre tenere a mente è che ognuno di noi ha un percorso e una storia unica. L’errore maggiore è quello di fare il confronto con due lenti differenti. Vediamo la nostra vita con la lente di ingrandimento: siamo partecipi di tutti i piccoli passi, di tutti i fallimenti, di tutti gli alti e bassi e dei giorni no.

Vediamo le vite degli altri come se fossero tanti flash pronti a evidenziare i momenti migliori. Non siamo quindi partecipi degli alti e bassi, delle insicurezze, degli errori e dei giorni no che ci sono tra un “flash” e l’altro.

I social network enfatizzano tutto ciò e sta a noi prendere consapevolezza di questo meccanismo ed evitare di subirlo.

Distrazioni

Come Productivity Coach il mio lavoro è allenare le persone a essere più produttive e la gestione dell’attenzione è sempre un tema ricorrente.

Viviamo nell’era della distrazione e i social network rappresentano uno dei trigger più comuni. I social network sono stati progettati per tenerci all’interno della piattaforma, sia per informarci che per intrattenerci. Il rischio più grande è non esserne consapevoli e lasciare che diventi come la tana del Bianconiglio di Alice del Paese delle Meraviglie: ci cadiamo dentro e ci ritroviamo in un altro luogo… della mente.

Perdiamo la cognizione del tempo e impieghiamo fino a venti minuti per riprendere la concentrazione.

Photo by Mick Haupt on Unsplash

FOMO

Internet ci ha dato un grande potere: avere informazioni a portata di mano in ogni secondo della nostra vita. Ci ha dato la possibilità di essere potenzialmente con chiunque in ogni momento della giornata.

Questo ci ha portato nel tempo ad instaurare abitudini e meccanismi automatici che ci portano talvolta più a subire internet e la tecnologia che non a utilizzarla a nostro vantaggio. Una di queste conseguenze è la FOMO.

La FOMO è la Fear of Missing Out: la paura di rimanere esclusi, di essere tagliati fuori. Termine coniato da Patrick J. McGinnis, autore e speaker americano è entrato nella lingua italiana.

Treccani lo definisce così:

fomo  (FOMO) Sigla dell’ingl. Fear of missing out (‘paura di rimanere escluso’), che si riferisce alla sensazione d’ansia provata da chi teme di essere privato di qualcosa di importante se non manifesta assiduamente la sua presenza tramite i mezzi di comunicazione e di partecipazione sociale elettronici interattivi.

La FOMO si traduce in quel comportamento compulsivo che porta a controllare ossessivamente le notifiche del telefono per paura di “perdere” qualcosa di importante, di non essere incluso in una potenziale e spesso fantomatica conversazione globale, di non essere coinvolti o aggiornati su ciò che accade intorno a noi. La FOMO può essere uno dei primi segnali di dipendenza da smartphone.

La FOMO ci porta costantemente a controllare le notifiche, ciò che succede “là fuori”, spesso non facendoci vivere il momento presente.

Photo by Joanna Kosinska on Unsplash

JOMO

JOMO significa Joy of Missing Out: acronimo comparso non molto tempo fa, nel 2018, rappresenta l’altro lato della medaglia della FOMO.

È la gioia di essere disconnessi, di perdersi qualcosa, ma soprattutto la gioia di vivere nel momento presente, nel qui e ora.

Quali sono i benefici di questa pratica deliberata?

  • più produttivi a lavoro
  • più presenti nelle relazioni alle quale possiamo dedicare tempo di qualità
  • meno stress: si elimina la sensazione di frustrazione (generato dal paragone degli altri, dal non essere “abbastanza”)
  • incremento della felicità: maggiore consapevolezza del momento presente e gratitudine

3 piccoli passi per iniziare a praticare la JOMO:

  1. Prendi consapevolezza di come stai usando la tecnologia, i social network e di come ti fanno sentire.
  2. Disattiva le notifiche delle applicazioni.
  3. Quando sei in compagnia tieni il telefono lontano e tieni attive solo le notifiche di emergenza.

Conclusione

I social network possono essere una grande fonte di distrazione, danneggiare la nostra produttività ed essere complici della nostra procrastinazione.

È importante dunque essere consapevoli di come li stiamo utilizzando.

Come consiglio durante le mie consulenze come Productivity Coach, possiamo aumentare la nostra produttività e gestire meglio l’attenzione impostando un limite di utilizzo, eliminando le app che non usiamo, togliendo le notifiche e utilizzando molti altri piccoli ma efficaci accorgimenti.

Stefania Brucini

Stefania Brucini, Productivity Coach e Founder di Simple Tiny Shifts ®, il metodo dei piccoli e semplici cambiamenti per smettere di procrastinare.

2 Commenti

  1. Io sto provando da diverso tempo a disintossicarmi dalla dipendenza dei social. Ho provato anche con delle App apposite, ma ricado sempre nell’errore di lasciarmi condizionare. So che potrei studiare meglio per i miei esami se non avessi questa distrazione, ma è più forte di me.

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Stefania Brucini
Stefania Brucinihttps://simpletinyshifts.com/
Stefania Brucini, Productivity Coach e Founder di Simple Tiny Shifts ®, il metodo dei piccoli e semplici cambiamenti per smettere di procrastinare.

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